Transizione 5.0: riduzione degli incentivi
Il nuovo Decreto fiscale approvato dal Consiglio dei ministri modifica in modo significativo il piano Transizione 5.0, con effetti importanti sulle imprese che avevano prenotato il credito d’imposta a novembre. Per queste aziende, il beneficio riconosciuto sarà pari al 35% del credito originario, riducendo di conseguenza l’agevolazione effettiva rispetto alle previsioni iniziali.
Il provvedimento stabilisce inoltre che il credito sia utilizzabile solo per investimenti in beni strumentali, escludendo gli interventi legati alla transizione energetica, come gli impianti da fonti rinnovabili e i sistemi di gestione dell’energia.
Nel migliore dei casi, che riguarda circa l’80% delle imprese, il credito effettivo si attesta al 15,75%, corrispondente al 35% dell’aliquota massima del 45% prevista per i progetti più efficienti. Negli altri scenari, l’agevolazione scende tra il 12,25% e il 14%, risultando inferiore rispetto al precedente piano Transizione 4.0.
L’impatto riguarda anche gli investimenti energetici: la misura non copre più impianti per l’autoconsumo da fonti rinnovabili, penalizzando in particolare le aziende che avevano programmato l’adozione di tecnologie ad alta efficienza. Questo potrebbe favorire soluzioni più economiche ma meno performanti sul piano dell’efficienza energetica.
Entro il 30 aprile 2026, il GSE comunicherà alle imprese l’ammontare effettivo del credito d’imposta utilizzabile, fornendo contestualmente le informazioni all’Agenzia delle Entrate.
La riduzione degli incentivi ha già aperto un confronto tra imprese e istituzioni. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha sottolineato l’importanza di confermare le risorse disponibili e di garantire la coerenza degli impegni assunti, mentre il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato un tavolo di confronto per il 1° aprile 2026, con l’obiettivo di valutare eventuali risorse aggiuntive o correttivi in sede di conversione del decreto.
Il futuro del piano Transizione 5.0 rimane quindi in fase di definizione, con l’obiettivo di bilanciare le esigenze di finanza pubblica con la necessità di sostenere concretamente gli investimenti delle imprese in innovazione e sostenibilità.